“PEDALARE SI PUO’ FARE”

Ministero Istruzione e FIAB insieme per bici nelle scuole
Concorso nazionale per studenti e corsi di formazione per insegnanti
Scadenza del bando il 16 gennaio 2012. Ma Fantini (FIAB) precisa: “Meglio non aspettare”!

Un concorso nazionale rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sano, pulito, silenzioso e non inquinante, è stato bandito per l’anno scolastico 2011-2012 dal Ministero dell’Istruzione (MIUR) in accordo con la Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus (FIAB). La scadenza delle domande da parte delle scuole è il prossimo 16 gennaio 2012.

“Il tempo non è molto, considerato l’approssimarsi del lungo periodo di festività scolastiche per il Natale – dichiara Gianfranco Fantini, responsabile FIAB Gruppo Scuola e promotore dell’iniziativa con il Ministero – ma è per questo che  tramite la consolidata esperienza delle proprie associazioni aderenti, dislocate su tutto il territorio nazionale, la FIAB sosterrà quelle scuole che aderiranno al concorso mettendo a disposizione le proprie competenze in materia di educazione stradale, educazione alla mobilità sostenibile, individuazione dei migliori percorsi casa-scuola a supporto delle attività dei mobility manager scolastici, oppure di organizzazione di viaggi di istruzione in bicicletta, le gite scolastiche di una volta. Del resto con tale progetto il MIUR sostiene concretaente, anche ai sensi dell’art. 230 del codice della strada che parla specificatamente di programmi didattici riguardanti la mobilità ciclistica, quanto già svolto da sempre dalla FIAB nelle scuole di
ogni ordine e grado”.

Ma a chi è rivolto il concorso? Innanzitutto è indirizzato agli studenti della scuola primaria (Bici Bus) per avviare i più piccoli all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto ideale per percorrere il tragitto casa-scuola, ma anche agli studenti della scuola secondaria (PedalaresiPuòFare) di primo grado per invogliarli non solo ad andare a scuola in bicicletta ma anche per essere più liberi ed autonomi nelle loro attività del tempo libero o per conoscere e valorizzare le bellezze naturali o il patrimonio storico-artistico-culturale delle loro città o del circondario.

Per partecipare al bando bisogna affrettarsi. Saranno accettate solo le prime 100 scuole che invieranno la scheda di adesione. Tutti i dettagli sul sito FIAB scuola http://www.fiab-scuola.org/attachments/136_bando%20miur%2022nov.pdf

Sabato 12 novembre abbiamo approfittato del trasporto gratuito delle biciclette sui treni regionali delle Marche per visitare la Fiera di San Martino a Grottammare.

La gita fuori porta è stata l’occasione per collaudare questo servizio a disposizione dei ciclisti in particolare nella tratta Ascoli Piceno – San Benedetto del Tronto.

Diciamo subito come punto a sfavore di Trenitalia che la domenica e i giorni festivi non esistono corse… sarebbe invece auspicabile che almeno durante il periodo estivo ne siano previste, se non tutte, alcune…

Il sabato la biglietteria della stazione di Ascoli è chiusa, quindi bisogna sperare che la macchinetta funzioni… a noi è capitato che accettasse solo le monete. Dobbiamo comunque dire  che nelle due corse di andata e ritorno nessuno ha controllato il biglietto;  badate bene, che questo non è un incitamento a non pagare il biglietto… anzi, ci chiediamo a cosa giovi questa mancanza di controlli se non a persuadere alcuni a non pagare e quindi a rendere la linea ancor più sconveniente per Trenitalia…

Il treno parte dal binario 1 (ma và…!) … l’unico. Quindi non ci sono scale da fare… in compenso caricare le bici sulla littorina non è da tutti: gradini ripidi ed altissimi rendono difficoltosa l’operazione. Non osiamo immaginare le difficoltà per i disabili in carrozzina!

Anche se il treno è segnalato come adibito per il trasporto bici, non esistono spazi dedicati per parcheggiarle… ci dobbiamo arrangiare sulla piazzola di salita (ne mettiamo 2 di bici) e sul corridoio (ci saranno si e no 3 viaggiatori oltre a noi). Le bici intralciano le porte per cui chiediamo quale sia il lato da lasciare libero: il gentile capotreno ci avverte che fino a Maltignano l’uscita è a destra, e da Castel di Lama in poi a sinistra.

Le bici sono in bilico… Stefano le controlla da vicino per non farle cadere mentre quella di Enzo finisce per terra dopo una leggera curva (infatti il treno pende di lato sulle curve)

Sarebbe semplice riservare uno spazio alle bici, magari prevedendo in una zona  ganci e  sedili retraibili utilizzabili comunque quando le bici non ci sono…

Scendiamo a Porto d’Ascoli e la discesa, anche se meno faticosa, merita doppia attenzione per non rischiare di  finire con il muso a terra (a causa dei gradini stretti e ripidi)

Al ritorno partiamo dalla stazione di San Benedetto… binario 3 e questa volta occorre fare tutti i gradini con la bici in spalla. In alcune stazioni esistono delle semplici canaline di lato sulle scale per evitare questo sforzo. La littorina questa volta è composta da una sola carrozza (all’andata erano 2 carrozze per 3 passeggeri oltre a noi…) e ora i viaggiatori sono molti di più !!! Ci sembra strano ma è così. Con le nostre bici in mezzo all’unica uscita diamo un bel pò di fastidio… fortuna che gli addetti al treno comunque sono gentili (almeno questo…)  e ci suggeriscono il modo migliore per disporle.

In conclusione possiamo dire che questo servizio, pur essendo gratuito e tutto sommato pratico, non è adeguatamente supportato da infrastrutture interne ed esterno ai mezzi;  forse proprio per questo non è pubblicizzato e utilizzato dai viaggiatori. Un vero peccato perchè la bici al seguito amplia di molto l’appetibilità del trasporto su rotaia, poichè riduce le distanze che spesso ci sono tra le stazioni e le destinazioni degli utenti.

Nel mese di ottobre, in un partecipato incontro tenutosi a Colli del Tronto, si è costituito il Coordinamento  provinciale per il Suolo ed il Paesaggio della provincia di Ascoli Piceno .

Come nel resto delle Marche,  anche nell’Ascolano associazioni, comitati,  movimenti  si mettono in campo, insieme ad oltre settanta associazioni marchigiane, per spingere dal basso le istituzioni, in particolare la Regione, a  cambiare le politiche di gestione del territorio  e ad aprire una nuova stagione capace di guardare al futuro.

Dalla crisi infatti  non si esce  con  la cementificazione speculativa che, come  ci dicono gli economisti e dimostra l’esplosione delle  bolle immobiliari in America ed in Europa, droga il mercato delle case, riduce la possibilità di acquisto  e di vendita  di abitazioni (per l’eccesso di offerta che però  non intacca  il livello dei prezzi), distrugge gli investimenti  delle famiglie, pietrifica i capitali, riduce l’attrattività del territorio e taglia le prospettive per  le  economie legate alla qualità, ai turismi, alle nuove agricolture.

E che dire del dissesto idrogeologico,  dei costi sociali ed economici che i marchigiani debbono pagare per  i disastri ambientali scatenati da frane ed alluvioni, frutto non dell’aggressività della natura ma di una gestione dissennata del territorio, di fiumi sfruttati e degradati, di strutture e fabbricati industriali costruiti in aree golenali vincolate nel 63% dei Comuni delle Marche, di interi quartieri edificati in zone a rischio esondazioni?

Non è più accettabile che le Marche continuino ad essere la terza regione d’Italia per degrado idrogeologico, una delle prime per  consumo di suolo con il 12,5%  di incremento della superficie edificata fra 2001 e 2008 a fronte di una media nazionale del 7,8%, una delle prime per quantità  di pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli anziché nelle aree industriali e già urbanizzate: e tutto ciò nel mentre si prelevano dalle tasche dei cittadini ingenti quantità di denaro  per promuovere la Regione attraverso il suo paesaggio,  decantato in televisione,  sfregiato e distrutto nella realtà.

Di fronte a questa cinica  schizofrenia degli amministratori pubblici  i cittadini, gli imprenditori, i tecnici e gli  esperti aderenti al  Coordinamento per il Suolo e per il Paesaggio di Ascoli Piceno organizzeranno  incontri   di informazione e dibattito con la popolazione e, in raccordo con il Coordinamento regionale,   parteciperanno alla elaborazione ed alla raccolta firme   per una  Proposta di legge regionale  di iniziativa popolare sul governo del territorio , che consideri il suolo ed  il paesaggio  fondamentali  beni comuni,   grandi risorse strategiche  per lo sviluppo  dei territori, da sottrarre, come l’acqua, alle logiche accaparratrici  di pochi  e da valorizzare invece  nell’interesse generale  secondo principi di  partecipazione, equità, sussidiarietà, condivisione delle scelte e  trasparenza degli atti di governo .

 

Amici della Bicicletta di Ascoli Piceno

Archeoclub d’Italia, sede di Cupramarittima

Associazione I Care di San Benedetto del Tronto

Ermo Colle di Colli del Tronto

Italia Nostra di Ascoli Piceno

Legambiente di Ascoli Piceno

Legambiente di San Benedetto del Tronto

Luoghi Comuni di Ascoli Piceno

Officina San Giacomo di Monteprandone

Tavolo piceno acqua bene comune

Tutela e Sviluppo del Territorio di Cossignano

Tutela e Valorizzazione della Valdaso

 

Di seguito la lettera inviata al sindaco del comune di Ascoli Castelli e alpresidente della Provincia Celani:

 

A  conclusione della settimana della mobilità sostenibile, che ha visto la scrivente associazione collaborare con l’Amministrazione Comunale per la riuscita degli eventi in programma, auspichiamo che Ascoli sia dotata al più presto di una rete ciclabile cittadina in grado di collegare quartieri e centro storico, che crei i presupposti di una nuova mobilità cittadina, sicura, economica, pulita e sostenibile per le future generazioni.

Per questo riteniamo che la prosecuzione della ciclabile di Corso Vittorio Emanuele fino alla stazione e fino alla zona del Liceo Scientifico siano le priorità del momento.

In merito alla ciclabile di Villa Rendina, chiediamo invece che essa sia collegata alla stazione ferroviaria di Marino del Tronto e al centro commerciale “Al Battente”.

Attualmente infatti, la stazione ferroviaria non è raggiungibile dal lato in cui la pista ciclabile di Villa Rendina è posta. Questo va a diminuire l’utilità della stessa e l’appetibilità del trasporto ferroviario regionale, su cui le biciclette viaggiano gratuitamente.

Pedoni e ciclisti di Monticelli, potrebbero raggiungere la stazione ferroviaria di Marino in pochi minuti, se questa avesse un ingresso anche sul lato opposto all’attuale. Oggi, è impossibile arrivare rapidamente presso la stazione di Marino da Monticelli per mezzo della pista di Villa Rendina.

Ribadiamo che l’obiettivo delle piste ciclabili dovrebbe essere quello di facilitare gli spostamenti quotidiani dei ciclisti, in particolare nel percorso casa-lavoro, casa-scuola, casa-supermercato ecc.

Per questo, il naturale scopo della ciclabile di Villa Rendina è anche quello di collegare Monticelli con la stazione ferroviaria di Marino del Tronto e con il centro commerciale “Al Battente”.

Premessa

In tutti questi anni passati in “prima linea”  nel tentativo di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’auto e al motorino, mi sono reso conto, discutendo con amici, colleghi o sconosciuti, che spesso la figura del ciclista è vista come colui che non rispetta le regole del codice della strada.  In effetti nel tempo ho verificato questo comportamento (per fortuna solo di  una minoranza) che mette in cattiva luce tutta la “categoria” dei ciclisti. Questo problema, tutto italiano, deriva dal fatto che il ciclista non ha ancora acquisito la consapevolezza di essere un veicolo (velocipide)  a tutti gli effetti; si sente un “super” pedone, o un pedone a due ruote, e come il pedone pensa che il CdS (Codice della Strada) non lo riguardi più di tanto…

Vorrei allora di seguito riassumere i principali comportamenti “scorretti” tenuti dai ciclisti con le possibili conseguenze.  Da rimarcare che in quasi tutti i casi esaminati chi rischia di più  l’incolumità ed anche la vita è proprio il ciclista stesso… Quindi occhio, amici ciclisti…  ;)

Iniziamo con le situazioni che vedono spesso protagonisti i ciclisti sportivi, quelli che usano la bici non come mezzo di trasporto ma piuttosto come attrezzo sportivo:

 

Affiancarsi e occupare metà carreggiata

Il CdS (art. 182 Circolazione dei velocipedi)  dice questo “I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.” Troppo spesso invece, soprattutto il sabato o la domenica, si incontrano lungo le strade provinciali quei gruppi di ciclisti che si sentono “forti” del numero e credono così di essere immuni da investimenti da parte delle auto. Niente di più sbagliato, perché soprattutto dietro le curve la differenza di velocità con i mezzi a motori è tale che l’automobilista potrebbe non fare in tempo a frenare con tutte le conseguenze, drammatiche , del caso. Nei casi più fortunati si costringe l’automobilista a rasentare il gruppo ed a far “incassare” alla categoria dei ciclisti qualche dozzina di imprecazioni…

Passare con il rosso

Il passare con il rosso va di moda sia tra gli sportivi che tra i ciclisti urbani. I primi forse trovano scomodo sganciare le scarpe dai pedali o interrompere la loro “sana” fatica; i secondi … solo per risparmiare qualche secondo. Anche in questo caso il pericolo è che l’auto sopraggiunga a manovra di attraversamento già iniziata, e in caso di distrazione del guidatore la frittata è fatta…

Non utilizzare la pista ciclabile

Chiarisco subito una cosa -  il CdS prevede l’obbligo di utilizzare la pista ciclabile ove presente. Ma anche senza questo “suggerimento” dovrebbe essere il buon senso a far la differenza:  se c’è infatti una pista ciclabile dedicata e sicura, molto probabilmente la carreggiata è stata ristretta (con immenso gaudio di alcuni  automobilisti…) , per cui sarà anche più pericoloso passare dentro lo spazio dedicato alle macchine. Inoltre questo comportamento va a danno di tutti gli altri ciclisti, in quanto potrebbe far desistere l’ente preposto a realizzare nuove piste o corsie ciclabile… I ciclisti sportivi dovrebbero  “sacrificarsi”  per queste poche centinaia di metri e utilizzare le piste dove esistono anche se ciò comporterebbe un andatura meno sostenuta.

 

Non utilizzare luci o catadiottri

Il ciclista di notte deve essere visibile, come un albero di Natale !!!! L’impianto di illuminazione  serve infatti soprattutto a farsi vedere più che a vedere! Il CdS prevede infatti l’obbligo (art. 68. Caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei velocipedi):  “…per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli e analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati”. Purtroppo devo anche constatare che alcuni rivenditori locali (poco professionali…) consegnano bici non a norma, privi di questi apparati.  Consiglio: utilizzate anche giubbini e fasce catarifrangenti ! Non è una bella esperienza essere invisibili…

Tenere la sinistra anziché la destra

Fortunatamente è un comportamento raro, ma succede anche questo soprattutto nelle strade a senso unico. Penso che il motivo sia quello di evitare le sportellate delle auto parcheggiate a destra. Ma, come si suol dire, passi dalla padella alla brace! Procedendo a sinistra infatti ci si espone ad una serie di pericoli più o meno pericolosi;  prima di tutto venire investiti dall’ auto che esce da qualche via laterale e che non si aspetta di “incontrare” così presto il ciclista.  Anche questo comportamento “totalizza” un bel numero di improperi da parte degli automobilisti a “vantaggio” -  L – della categoria dei ciclisti…

 

Andare contromano

Se non normalizzato  (in qualche città in alcune  strade a senso unico hanno dedicato delle corsie ciclabili per  permettere al ciclista di andare in direzione contraria…)  si rischia di venire spianati da qualche mezzo a motore, o nel caso migliore, di fare un incontro frontale ravvicinato con qualche altro collega ciclista. Senza contare che le auto che si immettono dalle vie laterali non si aspettano il ciclista da quel lato…

 

Passare sopra i marciapiedi

Vada per i bambini (se educati…) ma quando vedo un adulto andare in bici sopra dei piccoli marciapiedi  e suonare il campanello per far scansare i pedoni  penso che la mamma degli idioti sia una meretrice… Se infatti il ciclista sceglie il marciapiede per evitare il pericolo della strada, almeno dovrebbe capire di essere  lì un ospite  e quindi procedere con prudenza e a passo d’uomo. Questo comportamento non sarebbe comunque lecito perché solo in caso di apposita segnaletica un AMPIO marciapiede può ospitare anche le bici.  Per il povero pedone sorpreso alle spalle è garantito un sobbalzo di paura (che provoca un colpo di rimando diretto , ahimè ,a tutta la categoria dei ciclisti…)

 

Andare a velocità sostenuta nelle aree pedonali

Ecco cosa dice a riguardo il CdS (Art.3. Definizioni stradali e di traffico) “…area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli a emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali.” ed ancora “I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.”

Quindi nelle aree pedonali possono transitare le biciclette, ma con la dovuta cautela…  Purtroppo alcuni ciclisti, per lo più giovani, mancano di educazione e buon senso, per cui li vedo a volte usare  i pedoni come se fossero i paletti dello slalom… Ciò che mi preoccupa inoltre, è che questi ragazzini, allo scoccare dei 14 anni, verranno “armati” dai loro genitori con scooter da 80 Km/h …

Alessandro

 

 

Sono on-line le foto di Stefano…

Per sollecitare il rapido completamento della Ciclabile del Tronto, da Ascoli fino al mare, diverse associazioni di Abruzzo e Marche hanno organizzato, per domenica 2 ottobre, una passeggiata in bici, facile, su percorso in piano, gratuita e aperta a tutti (che in caso di pioggia sarà posticipata a domenica 16 ottobre).

Alcuni tratti del percorso sono su sterrato e quindi va utilizzata una bici idonea.

I gruppi dei pedalatori convergeranno nell’Oasi La Valle di Spinetoli, per una visita del centro ambientale e per conoscere la consistente e inaspettata rete ciclabile comunale che vanta uno standard tipico dei paesi nordeuropei.

Le partenze sono previste da tre diverse località: da Ascoli Piceno, in Piazza Arringo alle ore 9,30 e da Monticelli alle ore 9,45 (in prossimità di Villa Rendina, lungo la ciclabile); da San Benedetto del Tronto alle ore 9,00 sul lungomare, davanti al monumento alla foce del torrente Albula; da Martinsicuro, nel molo alla foce del Tronto, alle ore 9,30.

L’arrivo nell’Oasi è previsto alle ore 11,30 con possibilità di visitare il centro ambientale dove hanno ricovero numerose specie di animali, e di pedalare sulla circostante rete ciclabile di Pagliare del Tronto. Chi non volesse pedalare potrà raggiungere l’Oasi e passeggiare a piedi nei percorsi attrezzati; le famiglie con bambini possono cogliere l’occasione per un picnic.

Alcune bici sono a disposizione nell’oasi stessa.

Saluto ai partecipanti: Alle ore 12,30 le associazioni chiederanno brevemente agli amministratori lo stato dei lavori e dei progetti per il completamento della Ciclabile del Tronto. Poi tutti potranno partecipare al ristoro organizzato all’aperto nell’area dell’Oasi dove sarà disponibile uno stand gastronomico (prezzo 8 euro per il menu pieno: un primo piatto e un secondo consistente in un panino con porchetta o salsiccia oppure altro per i vegetariani. È possibile scegliere anche solo il primo o solo il secondo, al prezzo dimezzato).

Il ritorno: si riparte dall’Oasi alle ore 15.00, per far ritorno ai luoghi di partenza (conclusione alle 16,45 circa).

 

Enti e associazioni aderenti:

Comune di Spinetoli, Comune di Martinsicuro, Comune di San Benedetto del Tronto, Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano, Oasi La Valle, Scuola Blu (Martinsicuro), Ass. FIAB – Amici della Bicicletta (AP), Ass. CAI – Slow Bike (AP), Avis Spinetoli-Pagliare, Legambiente SBT

Riferimenti:

capogruppo San Benedetto e Sentina: 347 6194317

capogruppo Martinsicuro: 328 3114688

capogruppo Ascoli e Monticelli: 329 8056938

responsabile Oasi La Valle e ristoro: 339 6932332

dal 16 al 22 settembre la SETTIMANA EUROPEA PER LA MOBILITA’ SOSTENIBILE


La settimana europea per la mobilità sostenibile, che anche quest’anno si terrà dal 16 al 22 settembre, deve essere considerata dai cittadini un’occasione per sperimentare forme di mobilità diverse da quella legate a motorino e automobile.
In questa occasione dovrebbe essere offerta al maggior numero possibile di cittadini, l’opportunità di sperimentare – per recarsi al lavoro, a scuola o a fare la spesa – mezzi di trasporto alternativi all’automobile e al motorino.

Premiamo i ciclisti.
Noi speriamo che in quei giorni i cittadini che sceglieranno di muoversi in città in bicicletta siano molti. Contiamo di premiarli. E sarà, come negli anni scorsi e nella altre città italiane che aderiscono all’iniziativa, un’esperienza molto piacevole, fatta di sorrisi e di solidarietà (tra ciclisti …)

Dove e come premieremo i ciclisti di passaggio?
venerdi 16 saremo per le vie del centro, al mattino all’inizio della giornata lavorativa per distribuire buoni sconto per una ricca colazione presso il Bar Delfino;  alle 13 saremo davanti alle scuole a premiare gli studenti in bicicletta,  ed anche la sera dopo cena regaleremo gadgets luminosi.

Questa iniziativa è anche l’occasione perchè la nostra associazione possa esprimere una valutazione circa quanto realizzato, in fatto di promozione della bicicletta, dalla giunta che governa la città.

In fatto di mobilità cittadina noi, come molti ambientalisti, ci ispiriamo al modello delle città europee nelle quali l’uso dell’automobile privata viene fortemente disincentivato e vengono investite sempre più risorse sul mezzo pubblico, sulla pedonalità e sulla bicicletta.

Trasversale ai partiti politici, la nostra associazione esprime giudizi sull’operato dell’amministrazione valutando la coerenza dei vari provvedimenti adottati con quel modello di città. Stiamo parlando di comunicazione, di promozione della sicurezza, di segnaletica dedicata, di provvedimenti viabilistici premianti per i ciclisti e di attenzione alla bicicletta in tutti gli interventi di realizzazione di nuove strade e di manutenzione ordinaria e straordinaria di quelle esistenti.

Pur riconoscendo all’attuale sindaco Castelli il merito di aver rotto gli indugi con la realizzazione della prima ciclabile cittadina, chiediamo allo stesso maggiore incisività nel promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, dirottando risorse importanti alla realizzazione di una rete ciclabile cittadina. Infatti, nonostante siano sempre di più gli ascolani ad utilizzare la ciclabile di corso Vittorio Emanuele – con indubbi vantaggi per tutta la comunità –  i lavori di completamento sono andati troppo a rilento; di questo passo neppure i nostri nipoti potranno ricordare una città più vivibile e a misura di bicicletta!

Come sempre offriamo al sindaco e all’amministrazione la nostra collaborazione.

Giovedì 25 c.m. quarta pedalata notturna per sensibilizzare i cittadini alla mobilità sostenibile

Divertimento e impegno sociale, questa è la filosofia di fondo di “Pedali nella Notte” un’iniziativa ideata dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che l’associazione
AdBascoli organizza ad Ascoli Piceno da oltre quattro anni e che sta riscontrando un notevole successo.

Una lunga scia di biciclette illuminate, che nel buio della notte sembrano stelle in terra, attraverserà la città,  per riversarsi  tra le antiche rue del centro storico o vicino a posti
attraenti dal punto di vista storico e culturale.

Anche per questo giovedì di  Agosto gli AdB propongono una suggestiva pedalata notturna aperta a tutti. Il ritrovo è fissato alle ore 21.15 in Piazza Arringo.

A fine serata, la Gelateria American Bar Delfino offrirà a tutti i partecipanti un fresco gelato artigianale.

Giovani, adulti e famiglie, tutti uniti da un unico scopo: godersi la città a bordo delle due ruote, dopo il caldo afoso della giornata; un modo per divertirsi e per sensibilizzare i
cittadini alla mobilità sostenibile. Un’abitudine che gradualmente gli ascolani stanno imparando.

gli AdBascoli

TUTTI IN BICI CON “PEDALI NELLA NOTTE”

Tornano le pedalate notturne alla scoperta della città

Le serate di quest’anno saranno quattro: il 14 e il 28 luglio, l’ 11 e il 25 agosto

Le calde notti estive, si sa, fanno venir voglia di uscire di casa. Perché non provare a farlo in un modo originale, sulle due ruote,  incontrando anche tanti nuovi amici? A tal proposito gli “Amici della Bicicletta di Ascoli Piceno” propongono come negli anni passati una serie di ciclo-passeggiate notturne per tutti, adulti, bambini e anziani,  alla scoperta di angoli suggestivi della città.

 

Novità di quest’anno saranno le serate a tema che caratterizzeranno le diverse pedalate. In particolare la serata del 28 luglio intitolata “La radio a pedali” e realizzata con la collaborazione di Radio Ascoli , vedrà i ciclisti con tanto di radio sintonizzate sulle frequenze della radio locale, diffondere per le antiche rue  musiche a tema e non solo…

Interessante anche la serata dell’11 agosto intitolata “Yes We Bike” condotta da guide anglofoni madrelingua che guideranno i turisti stranieri per le antiche rue.

A fine di ogni serata la Gelateria Delfino offrirà ai partecipanti un fresco gelato artigianale.

 

“Quando abbiamo pensato a questa iniziativa” dichiarano gli AdBascoli “abbiamo inteso coniugare il nostro impegno per una mobilità sostenibile, qual’è appunto quella con la bici, con la voglia di svago e trovare così nelle due ruote una valida soluzione. Pedalando con noi” continuano gli AdBascoli “si potranno scoprire scorci inediti della città resi ancor più magici dalle luci della notte e dal rumore delicato delle biciclette”.

Le serate di quest’anno saranno quattro, sempre di giovedi: il 14 e il 28 luglio, l’11 e il 25 agosto con partenza alle ore 21.15 da piazza Arringo.

 

Vista la brevità dei percorsi non serviranno particolari doti fisiche per partecipare; è richiesto solamente un buon impianto elettrico per la bici e il rispetto delle norme del Codice della Strada.